un paio di volte c'ho pure pensato.
una volta l'ho fatto, e per anni mi sono dedicato ad altro (altre cose che comunque amavo molto, come la pittura, ad esempio). poi mi è capitato dopo la conclusione della trilogia "interni", quasi due anni fa. fare a pezzi quella storia mi aveva portato a fare a pezzettini anche le motivazioni per scriverne altre. ma è un discorso complicato e lungo. lo tronco qui e subito.
però quella cosa dello smettere l'ho presa comunque in considerazione, so cos'è e quindi in linea teorica capisco monti e gipi. le loro motivazioni non mi sono del tutto chiare ma mi fido. avranno le loro buone ragioni come io ho avuto le mie. non mi piacciono i proclami perché siamo i primi a contraddirli, prima o poi, e per fortuna (e quella volontà di smettere me la sono tenuta per me, segretamente), quindi so che tra qualche tempo gianni tornerà a fare un fumetto e probabilmente anche monti. autori, in misura diversa osannati dalla critica e in maniera diversa dal pubblico. sono sincero: gipi ha fatto un paio di libri per me fondamentali. "s" e "appunti per una storia di guerra" sono libri che mi avrebbero fatto vivere peggio se non li avessi letti. gli altri che ha realizzato mi hanno lasciato più che freddo. anzi, in alcuni casi mi hanno quasi irritato per quel buonismo un po' piacione e troppo innocuo di cui proprio non sento la necessità. ma se hai fatto quei due libri che ho appena nominato, per me, come autore hai già fatto qualcosa di enorme e di eccezionale. ripeto: di enorme e di eccezionale.
il lavoro di monti, per quanto possa essere interessante, non mi ha entusiasmato più di tanto. qualche idea davvero molto buona ma una messa appunto più che acerba. non so. ci ho trovato un sacco di limiti. ma sono pareri miei e non ho la presunzione di attribuirgli troppa importanza. pareri personali. punto. non sono un critico, le cose mi piacciono o non mi piacciono per motivi che solo io so.
visto il pessimo film di gipi mi sono dispiaciuto della sua scelta. ho pensato: un addio a un bravo fumettista e un benvenuto a un regista inutile. ma saprà rifarsi (beh, almeno glielo auguro).
se monti lascia non cado certo in depressione. le motivazioni, le sue, non sono quelle comprensibili di gianni che lascia una disciplina artistica per un'altra, no. monti lascia per un problema di soldi. e la cosa mi avvilisce un po'. perché i soldi sono un problema reale, non si discute... ma se hai l'urgenza di raccontare lo fai comunque. magari tra una pausa e l'altra mentre lavori in un call center, ma continui a farlo.
cazzo, aleksandar zograf ci riusciva tra un bombardamento e l'altro, stiamo scherzando?
e se puoi non farlo, se riesci a non sentire l'esigenza di raccontare... allora è meglio che ti togli dai piedi. ciaociao. e non lasci davvero nessun vuoto. non sentirò certo la mancanza di uno che pretendeva sovvenzioni statali per continuare a sfasciare lo status quo con i suoi fumetti intimisti. un paradosso magnifico.
gli autori o gli artisti su cui mi sono formato hanno fatto quasi tutti una vita più che di merda ma non hanno mai mollato. non si sono certo arresi perché vittime di un mondo crudele che non li comprendeva (o altre stupidaggini del genere). l'arte, quella buona, è un atto rivoluzionario che per prima cosa mette nei guai l'artista stesso. o hai le palle per viverti questa cosa o non ce l'hai. il resto sono lamentele da occidentali viziati che nel migliore dei casi si sovrastimano un po' troppo.
sabato 26 novembre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
PHOBOS - LEVOFOBIA: paura delle cose a sinistra del corpo
Collettivo Dummy per "3 Square Feet"
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52,9 x 52,9 cm
Curatori: Marco Belotti e Alessandro Berardinelli
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lunedì 17 ottobre 2011
PHOBOS - URANOFOBIA: paura del paradiso
Collettivo Dummy per "3 Square Feet"
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giovedì 13 ottobre 2011
PHOBOS - GERASCOFOBIA: paura di invecchiare
Collettivo Dummy per "3 Square Feet"
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lunedì 10 ottobre 2011
PHOBOS - DEMOFOBIA: paura delle moltitudini
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giovedì 6 ottobre 2011
PHOBOS - CROMOFOBIA: paura dei colori
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lunedì 3 ottobre 2011
PHOBOS - AGORAFOBIA: paura degli spazi aperti
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giovedì 25 agosto 2011
IMMAGINARIO E DESERTIFICAZIONE
questo è il famoso teschio di damien hirst "for the love of god" che ho visto qualche mese fa a palazzo vecchio. se ne può dire quello che si vuole ma è entrato di filata nell'immaginario collettivo. appena creato era già un'icona contemporanea.
questa è una pubblicità che ieri ho trovato tra le pagine di un mensile. la pubblicità di una pasta dentifricia.
e questa è la foto che ho scattato alla vetrina di un negozio di chincaglierie del centro.
per me questa sequenza qua sopra vuole dire qualcosa. vuole dire molto. forse vuole dire l'unica cosa importante che un autore deve avere ben chiara in testa ogni qual volta cerca di esprimersi: che ci vuole un attimo a banalizzare un immaginario. che gli immaginari creati, preesistenti, sono preziosi. patrimonio dell'umanità intera. sminuirli, depredarli, desertificarli è come aver sparato all'ultimo dodo.
domenica 21 agosto 2011
KARMA POLICE
dei tre giorni in ospedale ricordo marco, che era lì per il mio stesso motivo. ricordo che ha lavorato dieci anni in una fabbrica di amianto, che si è beccato l'enfisema polmonare e che ha due bambine piccole che nominava sempre. ricordo che con marco andavo a fumare di nascosto in terrazzo, che aveva i valori sballati e non lo volevano mandare a casa. ricordo l'interminabile soffitto del corridoio attraversato standomene sdraiato sul letto, nudo, guidato da un'infermiera grassissima. tubi, cavi, neon. tubi, cavi, neon. tubi, cavi, neon. in una sequenza che avevo visto in mille film. anche se in quei film mi importava poco della destinazione di quel letto. ricordo l'anestesista che mi dice "questo cocktail che ti preparo adesso ti piacerà". la maschera dell'ossigeno. "ti piace?". rispondo qualcosa. vedo delle teste in controluce. scherzano. sto bene. benissimo. batto le ciglia e vedo qualcuno agitare una provetta con qualcosa dentro. una specie di sasso. "francesco, ha visto com'era grosso?". penso: "è già tutto finito? sono stati veloci". un'ora racchiusa in un battito di ciglia. fantastico. poi due giorni di dolori lancinanti, antidolorifici e dolori ancora più tremendi. come avere un rastrello nello stomaco. un rastrello, del filo spinato, chiodi, spilli e un gremlin che ci balla sopra. ogni colpo di tosse una tortura. ogni risata un pentimento. chiedo continuamente flebo per stare meglio. l'infermiere della mattina è uno in gamba. mi asseconda sempre. l'infermiera della sera non credo si sia mai sottoposta a un'intervento e dosa gli antidolorifici come fossero decisioni della bce sulla crisi economica. sorride. non c'è un cazzo da sorridere. opta sempre per due ridicole compresse di tachipirina da 500mg. non mi fanno un cazzo di niente. aspetto che sia mattina per ritrovare il mio pusher preferito. è uno che risolverebbe la crisi economica con l'impiccagione di tutti i banchieri occidentali. attacca quelle meravigliose flebo e mi strizza l'occhio.
oggi torno a casa. sbatto il piede contro la porta e vedo le stelle. l'alluce si gonfia. non si muove. torno in ospedale. radiografie. "vede? non c'è niente di rotto. è gonfio per la botta. ci metta del ghiaccio". me ne torno a casa ancora più dolorante di prima. ma che ho fatto di così tremendo nella vita passata? akab mi risponde: "l'autore di fumetti. poco ma sicuro. di peggio c'è solo il poliziotto".
vorrei poter uscire a fare delle foto.
questa l'ho scattata la settimana scorsa. mi piace.
questa sempre una settimana fa. ma mi ricorda una serata in cui credo di aver fatto un'enorme cazzata. per certi versi irrimediabile. vorrei potesse svanire con un battito di ciglia. mmm... macché. non funziona.
mercoledì 17 agosto 2011
ABC E SALAMINI
sono 6 anni che esco con un libro in ottobre. 6 anni in cui non ci sono state vacanze estive e un sacco di vermi che fuoriuscivano dalle tubature del lavandino.
- dai... sono solo fumetti.
sì, ma è quello che so fare e che ho scelto di fare. voglio che sia sempre una spremitura degna. qualcosa di importante per me. e magari se è importante per me lo sarà anche per qualcun altro, penso. rido.
da anni sogno due cose. la prima è un mese di stacco per poi tornare a mente fredda sul libro finito. rileggerlo, verificare dove ho pisciato fuori dal vaso. rimediare. avere il tempo di tornare sui miei passi alla faccia delle scadenze e delle consegne. questo primo desiderio lo sto realizzando decidendo di sbattermene di lucca comics e di uscire dopo. di prendermi questo mese di pausa. che per un lavoro che porto avanti da quasi otto anni... mi sembra più che dovuto.
il secondo desiderio è quello di mangiarmi un salamino. intero. milanese, toscano, piacentino... o un salamino d'oca di mortara. un salame. fra due giorni in sala operatoria qualcuno farà sì che io possa realizzare questo desiderio, un intervento in laparoscopia e vaffanculo. mi piace questa cosa. farsi mettere le mani dentro al corpo da degli estranei. essere appeso per un filo... consegnarsi totalmente a qualcuno. fidarsi in modo incondizionato. ne ha bisogno il mio fegato e la mia bassa stima per il genere umano. sorrido.
giovedì 14 luglio 2011
domenica 10 luglio 2011
ABC
boh. ce ne sarebbero di cose da dire, ma dalle scarne pagine di questo blog si capisce bene che la mia voglia di parlare di me e di ciò che faccio sta quasi a zero. dico quasi perché mi andava di condividere questa notizia su ABC. era il 15 maggio del 2006 quando sul vecchio blog avevo cominciato a postare le prime sequenze di questa storia... e dopo più di cinque anni è arrivato il gran giorno, oggi, per dire che... sì, ci sto lavorando da diverse settimane, la cosa è a buon punto e farla mi incasina abbastanza la vita e le meningi da credere che questa sarà, per me, un'esperienza stupefacente.
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